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DALLA SERRA COME NEL BOSCO…

by on Feb 22, 2018 in Azienda , Biologico , News
Condividiamo con voi un articolo pubblicato Venerdì 9 Febbraio 2018 sul Resto del Carlino edizione Bologna dal corrispondente Gabriele Mignardi. “DELICATO e gustoso, persino salutare, ha chiarito Marco Bianchi, la star della cucina salutare,a proposito dei funghi prataioli come quelli coltivati a Minerbio dalla famiglia Borghi. Papà Oriano, mamma Mariella e la figlia Valentina che dà il nome all’azienda. Di fatto una famiglia di agricoltori-industriali. Non è un ossimoro, perché da più di mezzo secolo in diverse parti d’Europa (i maestri sono stati gli olandesi, come per i fiori), si è messa a punto una tecnica colturale capace di produrre i funghi come si producono i ravanelli. Manca, è vero, la magia del bosco e l’emozione della scoperta. Il ritorno primordiale all’uomo-raccoglitore che al centro di una radura o sotto un castagno scova una famigliola di questo prelibato e misterioso frutto della terra. Nella Bassa bolognese invece del bosco ci sono i capannoni (modernissimi, coperti di pannelli solari), e la terra è a strati, quattro per l’esattezza, disposta su robusti ripiani. COSÌ quasi 40 anni fa Oriano Borghi da contadino divenne industriale, restando però un agricoltore. Al centro di un podere dove si sono sempre coltivate barbabietole, grano e pesche, costruì le prime ‘stanze’ per i suoi funghi bianchi. Guai a chiamarli Champignon: «Siamo italiani, non è bello il nome ‘prataiolo’?», domand muovendosi fra le varie stanze di coltura come suo padre camminava tra le cavedagne. Con un occhio alla terra e l’altra alla luce e all’aria. Con la differenza, non da poco, che qui è tutto controllato: temperatura (17 gradi tutto l’anno) e umidità (80%) per raggiungere l’obiettivo dei 12 raccolti l’anno: un ciclo completo di produzione, dalla semina alla raccolta, dura 20 giorni, col vantaggio di potere filtrare l’aria e irrigare con l’acqua del pozzo. Insomma: se i funghi del bosco in regioni inquinate possono assorbire dosi massicce di metalli pesanti, qui si possono fare i funghibio certificati. Sensori e centraline controllano tutto: dall’ossigeno all’anidride carbonica, temperatura e umidità, substrato fertile e identità della raccoglitrice. Tutti tracciati i 90 milioni di funghi venduti nello spaccio  aziendale e nei mercati contadini della bassa, ma soprattutto distribuiti in tutta Italia e in altre sette nazioni europee.” Copyright 2018 Il Resto del Carlino

Famiglia Borghi, da sinistra Marinella, Oriano e Valentina

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